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Una storia lunga 26 anni
Quest’anno 2010 festeggiamo i 26 anni della nostra attività che ebbe inizio a Bedonia, in provincia di Parma, nell’anno 1984 e con lo scopo di dare una risposta più adeguata alle aspettative dei giovani nell’ambito delle loro vacanze estive.
Oggi siamo a Ferriere, nella provincia di Piacenza a pochi km dalla nostra sede storica e comunque sempre collocati sulle montagne del nostro Appennino Emiliano.
La scelta della montagna non è casuale: per noi il nostro Appennino rappresenta una palestra naturale e ideale dove si possono soddisfare i veri bisogni dello star bene con se stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.
Quando poi questi ambiziosi obiettivi li si possono realizzare in un contesto internazionale partecipato da giovani artisti e sportivi provenienti da ogni parte del mondo e motivati dal piacere di incontrarsi per far conoscere le proprie culture e scambiarle con quelle degli altri, ciò non può che far ben sperare per un futuro migliore.
Il percorso della nostra attività estiva partì da un’esperienza di tipo squisitamente sportivo per aprirsi via via a quegli interessi condivisi che i giovani mostravano di apprezzare e che promuovevano da loro medesimi partecipando attivamente nell’organizzazione delle serate di animazione, del gruppo ecologico, del comitato di redazione del giornalino, dell’allievo di turno, in coerenza con l’insegnamento di Mahatma Ghandi: l’educazione consiste nel tirar fuori il meglio che c’è in ogni persona.

Paolo Vecchi e Tom Ashen, dimostratori di pallavolo per gli allievi della scuola
La Scuola estiva di sport, poi Scuola Sport Barilla per ben 17 anni, ha via via ampliato il proprio raggio d’azione non solo ritornando allo sport (desport) il suo significato originale che è divertimento, ma anche ricollegandolo alle Antiche Olimpiadi dove la competizione non si limitava alla pratica delle sole attività di corsa, salto, lancio e lotta, ma si estendeva alla poesia, al teatro, alla scultura quali espressioni di una mente sana collegata ad un corpo sano.
Il tutto è stato facilitato dal nostro atteggiamento pedagogico più orientato a facilitare che a condizionare e che ci ha portato, nel corso degli anni, a condividere il progetto Vivas: vivere i valori con l’arte e con lo sport, che si compone di un insieme di pedagogie, metodologie e pratiche polivalenti capaci di incidere positivamente sull’educazione dei giovani.
Oggi i più entusiastici sostenitori del nostro progetto sono i giovani stranieri le cui Scuole e Associazioni partecipano in numero sempre crescente al nostro Festival.-
E’ anche grazie a loro che la Scuola di sport è gradualmente riqualificata in Festival Internazionale dei Giovani in coerenza con l’affermazione di Jacques Delors, ex Presidente della Commissione economica europea che affermava: l’educazione non compirebbe la sua missione se non formasse cittadini radicati nelle loro culture e non di meno aperti a quelle degli altri per il progresso della società.

Foto storica: icona della promozione della Scuola Estiva di Sport
In questo ambito la pratica sportiva si è via via orientati secondo l’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II che in occasione di un incontro a Castel Gandolfo, con i partecipanti alle Finali Nazionali dei Giochi della Gioventù, affermava: scegliete uno sport che vi piaccia e non limitatevi a guardarlo ma praticatelo, lasciate che la fatica e la gioia dell’esercizio fisico, l’arte di ogni specialità diventino un vostro personale modo di esprimervi. Vedrete allora i vostri vicini come alleati e amici, ogni sportivo vero come pari a voi, ogni momento della vita come occasione per esercitare il vostro impegno nel rispetto degli altri, la vostra stessa forza e vigore come occasione di aiuto a chi ne ha meno di voi, la vostra personalità come espressione di energia e di nobili virtù umane.
Fedeli ai principi ecologici che si riferiscono al corpo e alla mente, non solo ci siamo impegnati a riportare la pratica sportiva alle sue forme originali e condivise, non solo ci siamo preoccupati che l’attività si svolgesse nell’ambito di un ambiente ricco di aria, acqua buona e di tanto verde ma abbiamo posto anche l’attenzione su un tipo di alimentazione che tenesse di conto della salubrità degli alimenti e dunque abbiamo proposto la Dieta Mediterranea.
La convinta adesione di partner stranieri ci ha via via portati ad una crescente attenzione alle loro proposte mirate prevalentemente ad esibire e scambiare le loro capacità.
L’esperienza è diventata così sempre più attivamente partecipata al punto che oggi si organizzano numerosi national day che prevedono l’impegno diretto dei diversi gruppi che si alternano nell’organizzare, ad iniziare dalla mattinata sino in serata, le loro attività che vanno dall’arte, al gioco, alla preparazione di qualche specialità gastronomica, all’animazione serale ed il tutto coinvolgendo altri gruppi nelle loro attività.

1984: il primo gruppo che partecipò alla scuola estiva di Bedonia
E così i nostri “clienti” di allora, che aderivano in forma personale, hanno via via lasciato il posto ai coetanei d’oltr’alpe che vi partecipano con le loro Scuole e Associazioni culturali e sportive.
Lo scorso anno, in controtendenza, hanno partecipato i giovani della Parrocchia Corpus Domini di Piacenza e dalla loro condivisione e soddisfazione è partita la proposta di estendere il nostro invito alla partecipazione di altri gruppi parrocchiali e non, associazioni culturali e sportive, istituzioni scolastiche e questo anche al fine di poter offrire anche ai nostri giovani italiani qualificate opportunità educative.

Uno dei nostri gruppi di ragazzi alla Casa Montagna di Ferriere
Da Scuola Estiva di Sport a Festival Internazionale dei Giovani
Nel 1984, con un gruppo di insegnanti e istruttori sportivi, decidemmo di organizzare una Scuola estiva di sport: un luogo, un programma, metodi, pedagogie e attività capaci di proporre lo sport come opportunità di divertimento, incontro, partecipazione attiva, vacanza.
Il nostro obiettivo era quello di porre all’attenzione dei giovani, delle famiglie, delle istituzioni, la forma originale dello sport, quella che si riferisce alla parola inglese desport che vuol dire divertimento.
Vittorie, competizioni, prestazioni agonistiche erano obiettivi condivisi al nostro interno, ma stavano superando il livello di guardia, stavano soffocando il piacere del gioco.
Troppi giovani infatti abbandonavano e abbandonano lo sport perché stanchi e delusi da come viene loro proposto.
Noi eravamo e siamo consapevoli che tutto ciò dipende dalle metodologie e dalle pedagogie con cui oggi lo sport viene proposto e cioè dalla mancanza di creatività, di gioco, di libertà, che addomestica i giovani più che renderli esperti della loro infanzia e dunque pronti ad affrontare e a trasformare la vita a cui vanno incontro.
La scelta delle montagne, poi, come palestra di attività all’aria aperta ha voluto significare il ritorno dello sport alla natura dove il “sintetico” lascia il posto al “naturale”, dove il piacere di giocare viene posto come bisogno primario da soddisfare ancor prima dell’apprendimento e dell’addestramento alle discipline sportive.
In tutti questi anni, poi, frequentati da migliaia di giovani italiani abbiamo sposato l’idea di sport come ecologia del corpo e della mente e dunque il convincimento che “l’uomo in forma” è l’uomo in perfetto equilibrio fra corpo e mente.
Dunque all’ambiente sano abbiamo legato una proposta di educazione alimentare sana, dove il cibo possa essere inteso sia come il naturale carburante per la nostra efficienza fisica e mentale che come soddisfazione del gusto.
Siamo così arrivati ad adottare, nella nostra Scuola, la Dieta Mediterranea come progetto alimentare (ed è anche questo uno dei motivi per cui la Barilla ci ha accompagnato con il suo nome per 17 anni della nostra attività).
Nel corso degli anni, il clima di libertà e di creatività presenti all’interno del nostro progetto ci ha portati man mano a porre l’attenzione su altri settori degli interessi giovanili: la musica, il canto, il ballo, il teatro, il disegno, ecc.
L’educazione alla polivalenza sportiva, alla multilateralità ha portato via via i nostri allievi non solo a sperimentare diverse forme di movimento e di sport, ma ad aprirsi a diverse forme artistiche.
L’animazione serale si è così trasformata in una sorta di laboratorio artistico dove ogni sera si realizzano festival di varia natura.
Si tratta di momenti in cui creatività e divertimento rappresentano il massimo dell’indice di gradimento al punto che le varie iniziative vengono programmate e preparate per tempo al fine di una migliore riuscita.
E’ da qui che è nata l’idea del Festival dei giovani quasi per significare che la parola sport aveva riaperto i propri confini estendendoli a quelle pratiche che gli erano proprie già al tempo degli antichi che in occasione delle Olimpiadi proponevano le gare atletiche, la lotta, il pancrazio, ma anche il teatro, la musica e la poesia.
Noi siamo arrivati a questi risultati molto gradualmente e grazie al fatto di non aver mai voluto imporre dei moduli di attività, ma di aver lasciato molto spazio alle iniziative e alla creatività dei nostri allievi.
A tale proposito ci è sempre piaciuto affermare che noi Maestri ci siamo sempre posti nel ruolo di facilitatori, anziché in quello di condizionatori: in poche parole ci siamo sempre adoperati per preparare il contesto più idoneo affinché i ragazzi potessero esprimersi in tutte le loro potenzialità.
I nostri occhi presenti ma discreti hanno fatto sì che ognuno dei nostri allievi avesse l’opportunità di scoprire un proprio talento, di essere riconosciuti per un valore espresso e di poter essere applaudito.
Questa formula in questi ultimi anni ci ha portato gradualmente a internazionalizzare la nostra iniziativa e a renderla un vero Festival Internazionale dei Giovani.
Il linguaggio universale dell’arte e dello sport hanno fatto si che tanti gruppi culturali di ogni parte del mondo si riconoscesse nelle nostre modalità, entrasse nella nostra rete di conoscenze e venisse qui in Italia con l’intento di far conoscere e scambiare il meglio delle proprie capacità in coerenza con quella che oggi è la nostra missione: “favorire l’incontro fra i giovani e lo scambio fra le culture del mondo con l’intento di migliorare la comprensione e il rispetto reciproco in un clima di divertimento e di amicizia”.
Maestro di Sport Carlo Devoti
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