mercoledì 10 marzo 2010   
 
Casa Montagna
 
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Intervista ad Andrè Liu Hung Yuan

67 anni, 42 dei quali passati in Italia, dove ha trovato un’ottima accoglienza: casa e lavoro prima a Roma poi in diverse località e da circa 30 anni a Bologna dove vive con la moglie sua connazionale e dove ha fondato l’Associazione alla quale fanno capo i cinesi residenti in Italia. Lo abbiamo incontrato al crocevia delle Nazioni che è Ferriere-Casa Montagna, dove ha accompagnato il Gruppo National Yunlin University of Science & Tecnology Artist Group, in occasione della consegna di un attestato di riconoscenza “al maestro Carlo Devoti, presidente del Festival Internazionale dei giovani”.

  • Quali - chiediamo – le motivazioni dell’attestato
    E’ un segno di stima e riconoscenza della nostra associazione per l’amicizia ed il sostegno verso la nostra Comunità in occasione del “33° Congresso Europeo dei rappresentanti della Comunità Cinese e Taiwanese” alla persona che è il perno di Casa Montagna, un santuario della gioventù internazionale.
  • Santuario è una bella definizione, lei è cattolico? Io sono sempre stato un cattolico praticante. Il mio nome è Andrea. In Cina il governo impedisce la libertà di culto e anche quelle politiche. Oggi circa 10 milioni di cattolici sono costretti a professare clandestinamente la propria religione, numerosi vescovi e preti missionari sono stati arrestati o costretti all’esilio. Così, quando un vescovo di Taiwan di mia conoscenza mi diede l’opportunità di studiare presso l’Università Cattolica, mi trasferii a Roma dove mi sono laureato. Non tralascio mai occasione di spiegare ai miei connazionali le basi della religione cattolica che la maggior parte dei cinesi identifica nel solo culto della Madonna.
  • Ci parli di immigrazione, dell’associazione che ha fondato.
    Innanzitutto bisogna dire che questa associazione è nata diversi anni fa ed è molto cresciuta nel tempo. Organizziamo delle manifestazioni in occasione delle festività cinesi, promuoviamo eventi culturali ed invitiamo degli artisti del nostro Paese a prendervi parte. Ma soprattutto offriamo corsi di lingua ed assistenza economica ed organizzativa ai nostri compatrioti da poco in Italia. Quando sono arrivato io era più facile ottenere il permesso di soggiorno. Eravamo in pochi:per esempio noi cinesi a Bologna eravamo circa 100, adesso siamo circa 7000. Il numero degli immigrati in Italia è notevolmente cresciuto e dal momento che non tutti trovano lavoro, alcuni di loro si danno alla delinquenza. Questo accade anche tra i miei connazionali. Ma queste persone, per lo più clandestini, rappresentano solo una minuscola percentuale sul totale degli immigrati.
  • Lei è mai stato vittima di qualche episodio di intolleranza o ne è a conoscenza?
    Gli italiani non sono razzisti! Non mi sono mai sentito discriminato. Quando sono arrivato eravamo talmente pochi che provocavamo curiosità, non certo diffidenza.
  • I cinesi che vivono in Italia sembrano costituire una comunità molto chiusa, con pochi rapporti con l’esterno. E’ vero?
    Si, purtroppo è vero. Fino a qualche anno fa eravamo così pochi che non ci si poteva neanche definire come una comunità. Oggi, invece, quasi mezzo milione di cinesi vive in Italia. Fra questi circa l’80% proviene da regioni rurali, a loro non pesa fare sacrifici, in Cina è normale lavorare tanto, anche 16-18 ore al giorno. La Cina di Canton, Pechino, Shangai, ha un tenore di vita elevato, ma l’entroterra montuoso vive nella miseria, per questo le persone sono spinte verso l’Italia pur sapendo di dover vivere in povertà dalla quale però, nel tempo in genere si riscattano, perché ogni euro guadagnato è preservato, gli italiani spendono e loro accumulano e prima o poi acquistano attività economiche commerciali o artigianali. Oggi in Italia vengono distribuiti 5 quotidiani in lingua cinese che possono contare su una diffusione sempre maggiore. Uno di questi, l’Europe Express, l’ho fondato in collaborazione con gli esponenti di altre comunità sparse in Italia; questi giornali si occupano per lo più di cronaca sia italiana che cinese e di cultura. Gli argomenti di natura politica, invece, non sono mai trattati perché in questo campo vige una censura.
  • Lei accompagna un gruppo artistico di Taiwan, com’è il raffronto di questa isola con la Cina.
    Taiwan ha conosciuto una notevole crescita economica, favorita da massicci investimenti statunitensi, conseguendo un rapido sviluppo industriale accompagnato dalla valorizzazione e dall’ammodernamento delle attività primarie. L’attuale Presidente di Taiwan è Chen Sui Bian, del Partito Progressista Democratico che attua un sistema di governo di libertà economica e politica. La vicinanza e l’influenza di Taiwan contribuirà nel tempo al progresso democratico della Cina, ma sarà un processo non breve.
  • Ci parli degli artisti presenti a Ferriere e che saranno a Piacenza nello spettacolo di mercoledì 29 agosto in piazza Cavalli.
    Si tratta di artisti di assoluta bravura. Le loro insegnanti Wang Su-Mei per la danza e Lin Wan-Qian (musica) stanno definendo il programma sulla base dei tempi assegnati al loro gruppo, di certo ci saranno balli al ritmo delle arti marziali e della melodia, una unione che esprime energia con il corpo in perfetta armonia tra visibile ed invisibile esprimendo l’anima della musica e la spiritualità. Inoltre raffigurazioni dalle tradizioni antiche con le quali i cinesi esprimono le loro gioie e felicità con la danza del leone e del dragone, simboli augurali di vita prosperosa e naturalmente con la loro bandiera nazionale alla quale tengono moltissimo.
  • Una domanda per Wang Su-Mei e Lin Wan-Qian (entrambe laureate in università occidentali), valeva la pena di fare tanta strada per raggiungere un piccolo paese di montagna?
    No piccolo! Per noi abituate al cemento e respirare aria condizionata, Ferriere comincia da Ponte dell’Olio e continua su su fin qui, un posto accogliente e dove tutti sono molto gentili, viviamo come in un paradiso terrestre.


Centro Statale del Folklore Russo 

Il Centro Statale Repubblicano del Folklore Russo presso il Ministero della Cultura della Federazione Russa e’ un ente statale polifunzionale fondato per una deliberazione del Consiglio dei Ministri della Federazione Russa nel 1990. Il Direttore del Centro Statale Repubblicano del Folklore Russo, dal primo giorno della fondazione fino ad oggi è il professore di pedagogia, docente e lavoratore emerito della cultura della Federazione Russa, Prof. Anatoli Karghin.
L’obiettivo principale della nostra organizzazione è la conservazione, la rinascita e lo sviluppo del folklore, l’applicazione pratica dei valori spirituali della cultura tradizionale e la loro popolarizzazione nella società moderna. L’attività importante del Centro si svolge in varie direzioni: organizzazione delle ricerche nel campo della cultura russa tradizionale, le spedizioni nei luoghi più lontani e poco conosciuti della Russia, dove le tradizioni popolari sono ancora conservate nella loro originalità genuina e intatta, dove ci sono ancora delle persone anziane che suonano strumenti tipici, cantano, ballano e raccontano fiabe, esattamente come lo facevano i loro avi. Il Centro accetta le richieste di partecipazione a tali spedizioni da studiosi russi e stranieri e dalle persone interessate. Godono immancabilmente di successo le mostre-concorsi dei gruppi folkloristici delle scuole e degli atenei artistici e culturali “Atelier del Folklore”, organizzati da noi ogni fine autunno, e anche brevi corsi di perfezionamento nel canto, nella musica tradizionale per strumenti russi antichi e nell’arte decorativa.
Negli ultimi tempi noi stiamo avviando un’altra direzione di attività di grandissima importanza, quella della ricerca e della verifica dei meccanismi di adattamento delle forme tradizionali di cultura alle realtà contemporanee. Questo obiettivo è reso ancor più rilevante dal processo della globalizzazione; ogni popolo invece, e specialmente le generazioni più giovani, deve conoscere le proprie origini e le proprie radici. Per affrontare in modo adeguato e immediato questo problema, il Centro organizza convegni teorico-pratici, seminari, scuole di cultura tradizionale per bambini, inserendo quanto possibile la nostra cultura, che vanta tradizioni antichissime, anche nel sistema dell’istruzione pubblica e dei circoli doposcuola.
Oltre a tutto questo, il nostro Centro svolge un’attività editoriale, pubblicando, tra vari testi, manuali e altri materiali didattici, anche due riviste che godono una grande popolarità. Sono “Arte popolare”, dedicata ad attività artistiche non professionistiche, mestieri tradizionali, arte decorativa, musicale, teatrale e coreografica, e “Antichità vivente”, specializzata in temi folkloristici, in descrizioni di feste, riti e superstizioni popolari e di altre cose interessanti.
Sono ormai 17 anni che il nostro Centro sta in collaborazione con molti enti, unioni artistiche e specialisti in materia dei Paesi Europei, del Canada e degli Stati Uniti.
Abbiamo creato dei rapporti di particolare cordialità e calore con organizzazioni italiane. Una di loro è l’Unione Foklorica Italiana che organizza numerosi festival del folklore diffusi per tutto il territorio italiano, dove ogni anno vanno in tournée fino a 30 gruppi artistici della Federazione Russa. Vorremmo continuare il nostro elenco con l’Associazione Culturale Internazionale che ha sede a San Remo, con i Comitati organizzativi del folklore in Sicilia e in Sardegna e, finalmente, con il Festival Internazionale dei Giovani di Ferriere e con il suo bravissimo presidente, grande entusiasta di questa nobilissima causa: il sig. Carlo Devoti.
La nostra collaborazione e’ cominciata nel 2002, quando il nostro amico italiano ha proposto il viaggio a Ferriere a un gruppo folklorico di bambini e adolescenti di Celiabinsk. Ci avevano detto che nel Centro ci si poteva rilassare benissimo e fare degli spettacoli. Ma noi all’arrivo, abbiamo scoperto il mondo intero, pieno di gioia e di colori, in cui si può riposare, giocare, divertirsi, curarsi, mostrare la propria bravura e abilità, fare amicizie, innamorarsi e piangere al congedo. Tutti i gruppi ospitati una volta da Carlo, a Ferriere, provano un desiderio irresistibile di ritornarci ancora.
Dal 2002 e fino ad oggi il Centro ha ospitato circa 2000 ragazzi provenienti da varie parti della immensa Russia – da Arcanghelsk alla Kamciatka. Loro hanno potuto mostrare la propria destrezza e individualità sia negli sport che nei canti e balli, nel disegno, fotografia, lavori a mano, e tutto questo li ha indubbiamente stimolati per l’ulteriore sviluppo artistico e culturale. Ancora più importante, a nostro parere, è che i nostri ragazzi abbiano potuto fare moltissime conoscenze con i loro coetanei di vari altri paesi con le loro rispettive tradizioni e culture e, naturalmente, i ragazzi russi hanno conosciuto più profondamente la grande e bella Italia, la sua storia, arte, architettura e il suo popolo cordiale e aperto. Questi incontri hanno contribuito al loro sviluppo spirituale e civile, aprendogli un mondo più solare e più multicolore. 

Natalia Shamshurina
Vicedirettore Generale del Centro Statale del Folclore Russo
Lavoratrice emerita della cultura della Federazione Russa


Concezione del lavoro per l’anno 2007
del “Fondo Infantile di Beneficenza Art Festival Roza Vetrov”

Programma  Italia: partner l’Associazione di Promozione Sociale OK Club


Obiettivi del lavoro - importanza sociale del progetto
Gli obiettivi del lavoro sono: scambi culturali, esperienza per gli artisti russi di vivere nell’ambiente italiano di scambio e nell’atmosfera di comprensione e di rispetto dell’altro. Sviluppo del  turismo culturale.

Descrizione del centro di soggiorno
Il seguente programma si tiene nel campus giovanile internazionale, situato nel comune di Ferriere (Italia del Nord).
Il Campo giovanile internazionale si è costituito ad iniziare dal 1984 in collaborazione con le Istituzioni Pubbliche e private delle province di Parma e Piacenza.
A partire dall’inizio dell’attività si è pianificato per l’espansione e la diversificazione del suo lavoro.
Il campus è un luogo dove emerge uno spirito di emulazione positiva, dove i bambini imparano a vivere insieme ed a seguire regole universali.
Gradualmente, i principi di tolleranza e di comprensione interculturale sono diventati gli obiettivi privilegiati del lavoro del campus.
La vita interna del campus, il programma giornaliero, il programma delle manifestazioni culturali e sportive,  sono alla base del suo progetto educativo Vivas: vivere i valori con l’arte e con lo sport, che ha partecipato sia all’anno europeo dell’educazione attraverso lo sport (2004), sia all’anno dedicato dall’ONU allo sport per lo sviluppo e per la pace (2005). 
Ogni anno abbiamo la possibilità di dimostrare la preziosità dello scambio di esperienze, di vedere le culture diverse e di aiutare i rappresentanti di tutti i paesi a comprendersi l’un l’altro - dice il Direttore del campus Carlo Devoti.
I fondatori del campus giovanile internazionale sono d’accordo che il campus non è solo un luogo di vacanza e di divertimento, ma anche una scuola del dialogo culturale e dell’autodeterminazione delle future generazioni.
Ogni partecipante può realizzare il suo bisogno di comunicazione, di attività creative e di espressione di sè, scoprire nuovi talenti, nuovi interessi e trovare amici in tutto il mondo.

Gli scopi del programma
Tra i numerosi scopi del campus giovanile internazionale, sostenuti del Fondo  Art-Festival Roza Vetrov di Mosca, l’obbiettivo principale e di formare una generazione nuova, sana fisicamente e moralmente e di sviluppare dei rapporti interculturali, comunicativi, di prevenire il comportamento degenerativo nei giovani, ecc.
L’atmosfera creativa del campus, dove sono organizzate delle manifestazioni sportive, culturali, ecc. aiuta a dare risposte alle varie aspettative sociali e di divertimento che si pongono ogni giorno.
Secondo noi, un aspetto importante dell’esperienza si riferisce ad un attivo rapporto con le Autorità Russe ed Italiane nell’ambito del turismo culturale. 
Una parte integrante del lavoro, con i partner italiani, è infatti il programma turistico che permette di scoprire la storia di Piacenza, Parma e di altre province limitrofe.
Il programma turistico comporta la visita (tenendo conto del programma del campus e degli spettacoli) delle diverse città: Parma, Piacenza, Venezia, Firenze, Pisa, Genova, ecc.).
Il bambino russo che oggi partecipa al Festival in Italia domani sarà un turista attivo: una persona competente che conosce e rispetta le tradizioni italiane e vuole vedere delle cose nuove.
Il Fondo è sicuro che i viaggi e la comunicazione con i giovani di altri paesi arricchisce la personalità del bambino, riempie la sua vita con impressioni e scoperte nuove, gli da delle memorie indimenticabili e forma i suoi sogni e obiettivi.
Le manifestazioni culturali comuni del turismo giovanile ci ravvicinano e ci aiutano a capire che la cultura del mondo è universale e che questa cultura comprende la diversità dell’arte e folklore nazionale.
I valori principali di tutto il mondo sono: la Pace, la Bontà, l’Amore e la Patria.
Malgrado la differenza esteriore e la barriera linguistica, i nostri sentimenti e emozioni sono gli stessi e ci aiutano a risolvere i problemi insieme.

La preparazione del viaggio
Tutti i dirigenti che accompagneranno i bambini non devono dimenticare che nel campus ci sono i giovani di paesi diversi.
Per aiutare i bambini russi a capire gli altri ed a fare amici, si deve sapere parlare di sé in una lingua che tutti capiranno.
La lingua della cultura e dell’arte è universale ed è capita da tutti senza traduzione.
La caratteristica più vera e bella dei bambini russi è la loro attività creativa.
Le canzoni, le danze, la musica parleranno eloquentemente ai giovani, come rappresentanti di una grande cultura russa che ha riunito la tradizione europea e la cultura locale originale.
I bambini vengono da tutte le regioni della Russia.
Ognuno deve dire delle cose interessanti su se stesso, la sua famiglia, la sua scuola e la sua regione.
Tutti i partecipanti del Festival devono preparare un programma artistico con il gruppo e un’informazione interessante sulla loro città, sul collettivo e devono preparare dei regali per i loro amici.
Questa informazione sarà utilizzata dal Festival per allestire il campus, organizzare le feste, mostrare i materiali video, fare pubblicazioni sul sito internet.
Ogni paese ha le sue tradizioni culturali, dalla famiglia alla società, alla propria mentalità e modo di pensare.
E’ molto importante parlare del proprio paese, delle proprie danze, vestiti, giochi, attività creative, ecc.
Per capire il sistema del campus giovanile internazionale e la sua specificità, raccomandiamo ai dirigenti di prendere conoscenza della concezione del Programma e del  “Promemoria dei partecipanti al Festival”.

Natalya Ryabova
Presidente del Fondo Infantile di Beneficenza Art Festival Rosa Vetrov



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