mercoledì 10 marzo 2010   
 
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Intervista a Carlo Devoti


Carlo Devoti è stato uno dei primissimi pallavolisti italiani ad altissimo livello che è riuscito ad unire grandissime capacità atletiche e tecniche ad una notevole prestanza fisica.

Esemplare in tutti i fondamentali ha avuto una carriera agonistica decisamente lunga alla quale è seguita una altrettanto importante da allenatore, dove ha saputo abbinare il ruolo dell'allenatore a quello del docente.

Una vita dedicata con amore alla pallavolo e all'insegnamento dello sport...

  • Data e luogo di nascita: Ponte dell’Olio (PC) 14/05/1946
  • Professione attuale: Maestro di Sport del CONI in pensione
  • Soprannome preferito o più usato: Picchio

  • Come vi siete avvicinato alla pallavolo? A scuola e in Parrocchia

  • C’è qualcuno a cui vi sentite di dovere molto nella pallavolo? Don Aldo Corbelletta (allora Curato della Parrocchia Corpus Domini di Piacenza) e il Prof. Joseph Kozak (di Praga, allora Allenatore della Squadra Nazionale di Pallavolo)

  • Il vostro sogno giovanile “sportivo” nel cassetto? Quello che si è avverato: vestire la maglia azzurra

  • Il vostro attuale sogno “sportivo”? Vedere sconfitto il doping nello sport e vedere allontanate tutte quelle persone, quegli uomini grigi, che per fini e interessi personali, hanno usurpato lo sport a chi lo aveva sviluppato e lo stanno disumanizzando e portandolo al degrado

  • Se non vi foste appassionato di pallavolo forse…come credete avrebbe potuto cambiare la vostra vita? Mi sarei dedicato di più all’atletica leggera che è stato il mio sogno da giovane e che ho dovuto abbandonare quando ho deciso di scegliere la pallavolo. Comunque avrei praticato sport

  • Sportivo a cui vi siete maggiormente ispirato in gioventù? Valery Brummel, russo, ex recordman del mondo del salto in alto con m. 2,28 e Abebe Bikila, etiope, vincitore della maratona alle Olimpiadi di Roma

  • Pallavolista che avete maggiormente ammirato? Joseph Musil per il suo piacere di giocare ancora oggi (oltre 70 anni) divertendosi come un bambino

  • Sportivo che avete maggiormente ammirato al di fuori del volley? Rapher Jhonson vincitore del decathlon alle Olimpiadi di Roma

  • Squadra preferita calcistica o di altro sport al di fuori della pallavolo? Quelle che vincono costruendo, prevalentemente, le squadre in proprio e limitando le campagne acquisti. Non vedendole nel panorama attuale, non esprimo preferenze

  • Chi potete considerare il vostro miglior amico nel mondo della pallavolo? Tutti coloro con i quali ho giocato e provato emozioni al di qua e al di la della rete perché da ciascuno di loro ho acquisito qualcosa di importante per cui mi sento loro amico e riconoscente

  • Partita di pallavolo più bella a cui avete mai assistito o partecipato? DDR – Bulgaria finita con la vittoria della DDR per 3 a 2 dopo che la Bulgaria era stata in vantaggio per 13 a 2 nel 5° set. Quella partita mi ha aiutato a cogliere l’essenza del gioco e mi ha dato grandi insegnamenti

  • Il ricordo più bello legato alla pallavolo? I ricordi più belli si riferiscono alla presunzione di aver contribuito ad educare, tutti i ragazzi e le ragazze che ho avuto modo di seguire, ad una vera mentalità sportiva, ad aiutarli a raggiungere buoni risultati agonistici e a testimoniare loro che lo sport può essere un compagno affidabile per tutta la vita, a condizione di rispettarlo

  • La squadra di pallavolo più forte che avete mai ammirato? L’Unione Sovietica dei Mondiali 1978

  • Create ora voi un team ideale con giocatori a scelta di tutti i tempi? Palleggiatore: Gosiniak (Polonia, ma non so se si scrive in questo modo), Savine e Kravchenko (Russia – centrali), Svoboda (opposto della Cecoslovacchia), Buzek (zona 4 – Ungheria) e Schuman (DDR – zona 4). Ho scelto questi giocatori perché ne apprezzo anche le doti morali

  • Potete raccontare un aneddoto o un episodio curioso legato alla vostra esperienza pallavolistica? Avevo 16 anni e mi ero fratturato tibia e perone in occasione di un lancio del disco. La mia squadra di pallavolo, allora, si chiamava Libertas Corpus Domini di Piacenza ed io, all’insaputa dei miei genitori giocai una partita, dopo essermi tagliato il gesso e dopo soli 30 giorni di gessatura anziché i 45 giorni che mi erano stati imposti dal Dottore. Questo a testimonianza dell’importanza che per me ha rappresentato lo sport e la pallavolo in particolare, nella mia infanzia.

I piacentini Carlo Devoti, Roberto Costaldi, Giampiero Aquino, Felice Baldini, allievi della Scuola Centrale dello Sport a Roma (1969)
Il gruppo degli allievi del 1°corso della Scuola Centrale di Sport di Roma all'Acqua Acetosa
Momenti di gioco (anni '70)
La squadra nazionale italiana di pallavolo vincitrice delle Universiadi 1970 a Torino
La formazione della squadra nazionale italiana di pallavolo vincitrice delle Universiadi 1970 a Torino
La formazione della squadra nazionale italiana di pallavolo vincitrice delle Universiadi 1970 a Torino
Alcuni momenti delle Universiadi
Alcuni momenti di "sport a scuola" con gli allievi della Scuola Martiri di Cefalonia di Parma



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