domenica 1 agosto 2010   
 
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Gli articoli degli istruttori 2007


13 anni con Carlo Devoti, ti cambiano la vita.

Ho iniziato alla scuola sport a Bedonia quando avevo 9 anni nel 1994 e da li non sono più riuscita a rinunciare a un’estate in questo ambiente che mi ha fatto crescere, maturare e mi ha reso molto più responsabile di quanto potrei essere adesso se non fossi mai venuta. Di cambiamenti in tutti questi anni ce ne sono stati, e non solo il mio passaggio da allieva, a tutrice a “insegnante” a Factotum, ma nella scuola stessa, cambiamenti che hanno migliorato l’ambiente e le persone che mi circondavano sempre di più regalandomi esperienze uniche e amicizie internazionali; ho conosciuto persone di tutto il mondo che, anche dopo anni, sento con piacere e ho sempre l’opportunità di incontrare qui o nelle loro città dove sono sempre la benvenuta. Ho avuto la possibilità di conoscere nuove culture, nuove persone, nuove abitudini e nuove lingue e sono sempre entusiasta di farne altre.

Quando ero piccola attendevo tutto l’inverno che iniziasse questa esperienza, ed ora, alla “veneranda” età di 22 anni è ancora così, non vedo l’ora, aspetto con ansia di varcare ancora una volta la soglia della “Casa Montagna” per poter vivere due settimane, tre quatto o forse di più esperienze speciali. Anche dopo 13 anni non mi sono ancora stancata di questo posto, ne del duro lavoro, ne delle regole e spero sempre di poter continuare a dare il mio aiuto a Carlo e a tutte le persone che partecipano a questa esperienza. Ho sempre pensato che quando un’amicizia nasce in un posto del genere, dove sei a contatto con le persona 24h su 24, 7 giorni su sette, non può che essere la più vera e duratura che tu possa avere, e ne ho sempre avuto la dimostrazione positiva.

Da domani, ora che è finita anche quest’anno, arrivata a casa aspetterò i giorni per tornare, penserò a quelli che più mi mancheranno e cercherò di andarli a trovare a Bedonia, a Pola, in Bosna-Herzegovina, Russia, Turchia e altri mille paesi per stare di nuovo insieme come qui.

Alice Pasquini



GRAZIE CARLO... Estate dell’84, a Bedonia e per la precisione in località S.Marco, dove io sono nata e cresciuta, si cominciarono a vedere degli “strani movimenti”...era il “Coni”, così noi lo chiamavamo. Io avevo 8 anni, quando arrivò il primo gruppetto di ragazzi, più che altro pallavolisti, che si insediarono a Bedonia per tutta estate (proprio di fronte a casa mia), avevano tutti la stessa maglietta ed il boss era per me un “gigante”, scoprì però, che era un “gigante buono” e scoprì anche una cosa strana, che mi rendeva orgogliosa e rendeva lui, ai miei occhi, un po’ speciale, si chiamava DEVOTI! Come me!.... Io ero una piccola bimba, timidissima, quando lo incontravo scappavo perché avevo paura della sua vociona, lui mi salutava urlando bonariamente: ”Diivotiii!! Vieni qui!!” e mi catturava con le sue manone da pallavolista affermato.

L’incontro con Carlo Devoti è stato una delle mie più grandi fortune, perché ha segnato in positivo la mia infanzia e la mia vita professionale, il grazie che io devo a Carlo è......grande.... Non riesco a trovare termine migliore. Riuscite ad immaginare cosa vuol dire per dei bambini, ragazzi, adolescenti che vivono in un piccolissimo paese di neanche 3.000 abitanti, avere da giugno a settembre, la possibilità di conoscere 2-300 bambini diversi ogni 15 giorni?! Ed avere la possibilità di praticare qualsiasi tipo di sport (basket, volley, calcio, nuoto,tennis, pattini, canoa, equitazione, arrampicata, judo, karate,tiro con l’arco etc......), seguiti da istruttori altamente qualificati?! (ricordo per esempio Beppe Vismara, olimpionico di Judo), educatori con la “E” maiuscola! Io sono cresciuta così, più di 15 anni di “Scuola di Sport”, so di essere stata una “privilegiata”.

Le porte dell’istituto erano sempre aperte, Carlo dava la possibilità a me ad ai miei amici di Bedonia, di frequentare la Scuola sport sui campi sportivi, durante il giorno e la sera durante l’animazione, che io ho sempre trovato divertente e fantasiosa. L’istituto è sempre stato un tripudio di colori, energia, sorrisi, occhi curiosi e qualche volta pieni di lacrime....nostalgia o voglia di restare con Carlo, gli istruttori e con gli amici del turno, invece di tornare a casa. Se io mi fermo a pensare ai bambini che ho conosciuto durante la mia infanzia e adolescenza, non riesco ad immaginare altro modo per conoscere altrettanta gente!

Crescendo, è cresciuta in me la passione per l’attività fisica legata all’insegnamento, non so se era già dentro di me e Carlo con la sua presenza ha solo alimentato la fiamma, so solo che a 13-14 anni avevo già scelto la mia strada, insegnante di educazione fisica,ho studiato alle magistrali ed in seguito all’Isef, Carlo ogni tanto seguiva il mio iter ed un giorno mi disse, quando finisci chiama, noi abbiamo sempre bisogno di gente in gamba. Così ho fatto, qualche anno dopo il diploma l’ho chiamato, nel frattempo Carlo aveva traslocato a Ferriere, un piccolo paese di montagna in provincia di Piacenza. Se devo essere sincera, quando sono arrivata volevo scappare, tornare a casa, abituata a Bedonia, qui mi sembrava tutto più brutto e piccolo, si sa, cambiare a volte è difficile, so che anche per lui non è stato facile, comunque la prima estate a Ferriere mi ha letteralmente folgorata! Premetto che gli ultimi 5 anni di Scuola sport a Bedonia li avevo persi per motivi di lavoro, nel frattempo Carlo stava attuando un cambiamento, tanti gruppi stranieri! Per me è stato un cambiamento vincente, so invece, che ad alcuni non è piaciuto. Il primo gruppo che ho conosciuto a Ferriere, è stato quello della Kamchatka, chi conosce questi ragazzi sa quanto siano speciali, risultato sono ancora qui...dopo 5 anni!...ogni estate dico che è l’ultima, ma nessuno ci crede, non riesco a staccarmi, ho sempre la curiosità di conoscere chi arriverà domani...a settembre quando torno a casa, ho sempre una scatola piena di regali e potrei benissimo dire che ho fatto il giro del mondo, nessuno avrebbe dubbi in proposito. Senza parlare delle vacanze in posti splendidi al di fuori dei soliti itinerari, (Transilvania, Slovacchia, Polonia, Sarajevo)che ho avuto l’occasione di fare, per andare a trovare i miei amici dell’estate. Sapeste inoltre, quanto è bello vedere bimbi di 4-5 nazionalità diverse giocare spontaneamente assieme, senza problemi di lingua o di religione, a loro basta un sorriso ed un pallone, gli abitanti di Ferriere dovrebbero approfittare più spesso di questa preziosa occasione, soprattutto i più piccoli.

Carlo qui a Ferriere mi ha dato una grande prova di fiducia, perché, oltre che aiutarlo nelle piccole cose di ogni giorno(la nostra è come una famiglia, tutti aiutano a fare tutto), mi ha affidato la gestione della piscina, una grossa responsabilità, spero di non averlo deluso. Questo incarico mi ha aperto un mondo, perché prima di approdare a Ferriere non avevo mai pensato di lavorare in piscina, invece nel giro di pochi anni mi sono ritrovata istruttrice di nuoto, assistente bagnanti(responsabile di vasca), e istruttrice di acqua gym, ho scoperto che mi piace molto ed è diventata la mia professione.
Tutto questo grazie a Carlo, senza di lui mai avrei messo piede in una piscina...

Chi non apprezza il lavoro di Carlo dovrebbe andare a parlare con i bambini che negli anni hanno frequentato la Scuola di Sport, dovrebbe guardare i loro occhi prima di salire sull’autobus che li riporterà a casa, riuscirebbe così a capire tante cose. Io mi sento insegnante nel cuore e da educatrice dico che, l’educatore che sa rendere felice e sereno almeno un bambino merita tutto il mio rispetto e da me Carlo ne ha tanto, lui dice sempre che quando ci si cura dei bambini come facciamo noi, bisogna risolvere tanti dei loro problemi e cercare di non crearsene dei propri, prima i bambini. La prima cosa che chiedo agli insegnanti ed ai genitori a fine turno è: “Come è andata? I bambini sono contenti?” se la risposta è positiva io sono soddisfatta perché so che il nostro lavoro è stato fatto bene. Ho imparato più da lui in poche ore di compresenza a scuola in palestra che in 5 anni di Isef, la sua didattica è semplice quanto efficace, è nato educatore, ce l’ha nel cuore, i bimbi lo adorano e lui non poteva che dedicare la sua vita a loro. A chi pensa che lui ci guadagni molto, dico che è vero, ci guadagna molto, ma quello che guadagna lui non può essere usata come merce di scambio...quanto vale un “Thank you” di un bimbo malese o la voce di un bimbo che urla alla mamma:”torniamo il prossimo anno vero?!torniamo?!” Io in tutti questi anni ho visto bambini crescere con Carlo, formarsi una famiglia avere figli che a loro volta sono diventati allievi di Carlo, ho visto ragazzi lasciarsi alle spalle momenti difficili e ritrovare la gioia di vivere anche grazie a lui, perché la Scuola di sport ed ora la Casa Montagna, sono anche una grande scuola di vita, la vita assieme, l’allievo di turno, evitare gli sprechi, il rispetto reciproco, l’aiuto reciproco, la possibilità di vivere con persone di culture diverse, tutti preziosi insegnamenti.
Ho scritto questo articolo, per far capire a Carlo che gli sono grata per quello che ha fatto in tutti questi anni per Bedonia, Ferriere, i bambini e me, GRAZIE CARLO!

Un abbraccio a tutti i miei colleghi che mi hanno sopportato con tanta pazienza e chi mi conosce bene
sa che non è sempre facile, un saluto speciale, permettetemelo ai miei due bagnini Ady e Vedran e naturalmente io il prossimo anno NON ci sono....tanto nessuno ci crede...

Ferriere,18.09.2007
Devoti Enrica



Un momento felice alla Casa Montagna di Ferriere...è molto strana la storia e l’esperienza di incontrare questa buona gente di Ferriere, ma soprattutto il mio consigliere, amico e “boss” Carlo Devoti. Tutto questo è successo grazie al mio professore di Educazione Fisica Damir Bozic. Damir è un professore molto in gamba, non è come gli altri io lo ritengo speciale, lui mi ha dato l’opportunità di conoscere tanti gruppi stranieri ed istruttori provenienti da vari Paesi. Con Carlo a Ferriere mi trovo molto bene, tramite i suoi racconti di vita e i proverbi che dice ai ragazzi durante le riunioni ho imparato molte cose da lui. Quest’anno ho fatto un murales che ho intitolato “il muro dei famosi” in cui ho rappresentato tutte le persone a cui voglio bene e con i quali passo, trascorro e condivido tutta l’estate. In questi anni ho scalato la piramide del lavoro, tutore,insegnante, bagnino-factotum, questo significa che Carlo si fida di me e ne sono felice. Adesso siamo all’ottavo turno e mi dispiace che il Festival sia finito, ma non vedo l’ora che ricominci l’estate 2008 per rivedere gli amici che tengo nella cassaforte del mio cuore.

Vedran Ujcic



Intervista ad Andrè Liu Hung Yuan

CINA 67 anni, 42 dei quali passati in Italia, dove ha trovato un’ottima accoglienza: casa e lavoro prima a Roma poi in diverse località e da circa 30 anni a Bologna dove vive con la moglie sua connazionale e dove ha fondato l’Associazione alla quale fanno capo i cinesi residenti in Italia. Lo abbiamo incontrato al crocevia delle Nazioni che è Ferriere-Casa Montagna, dove ha accompagnato il Gruppo National Yunlin University of Science & Tecnology Artist Group, in occasione della consegna di un attestato di riconoscenza “al maestro Carlo Devoti, presidente del Festival Internazionale dei giovani”.

- Quali - chiediamo – le motivazioni dell’attestato

E’ un segno di stima e riconoscenza della nostra associazione per l’amicizia ed il sostegno verso la nostra Comunità in occasione del “33° Congresso Europeo dei rappresentanti della Comunità Cinese e Taiwanese” alla persona che è il perno di Casa Montagna, un santuario della gioventù internazionale.

- Santuario è una bella definizione, lei è cattolico?

Io sono sempre stato un cattolico praticante. Il mio nome è Andrea. In Cina il governo impedisce la libertà di culto e anche quelle politiche. Oggi circa 10 milioni di cattolici sono costretti a professare clandestinamente la propria religione, numerosi vescovi e preti missionari sono stati arrestati o costretti all’esilio. Così, quando un vescovo di Taiwan di mia conoscenza mi diede l’opportunità di studiare presso l’Università Cattolica, mi trasferii a Roma dove mi sono laureato. Non tralascio mai occasione di spiegare ai miei connazionali le basi della religione cattolica che la maggior parte dei cinesi identifica nel solo culto della Madonna.

- Ci parli di immigrazione, dell’associazione che ha fondato.

Innanzitutto bisogna dire che questa associazione è nata diversi anni fa ed è molto cresciuta nel tempo. Organizziamo delle manifestazioni in occasione delle festività cinesi, promuoviamo eventi culturali ed invitiamo degli artisti del nostro Paese a prendervi parte. Ma soprattutto offriamo corsi di lingua ed assistenza economica ed organizzativa ai nostri compatrioti da poco in Italia. Quando sono arrivato io era più facile ottenere il permesso di soggiorno. Eravamo in pochi:per esempio noi cinesi a Bologna eravamo circa 100, adesso siamo circa 7000. Il numero degli immigrati in Italia è notevolmente cresciuto e dal momento che non tutti trovano lavoro, alcuni di loro si danno alla delinquenza. Questo accade anche tra i miei connazionali. Ma queste persone, per lo più clandestini, rappresentano solo una minuscola percentuale sul totale degli immigrati.

- Lei è mai stato vittima di qualche episodio di intolleranza o ne è a conoscenza?

Gli italiani non sono razzisti! Non mi sono mai sentito discriminato. Quando sono arrivato eravamo talmente pochi che provocavamo curiosità, non certo diffidenza.

- I cinesi che vivono in Italia sembrano costituire una comunità molto chiusa, con pochi rapporti con l’esterno. E’ vero?

Si, purtroppo è vero. Fino a qualche anno fa eravamo così pochi che non ci si poteva neanche definire come una comunità. Oggi, invece, quasi mezzo milione di cinesi vive in Italia. Fra questi circa l’80% proviene da regioni rurali, a loro non pesa fare sacrifici, in Cina è normale lavorare tanto, anche 16-18 ore al giorno. La Cina di Canton, Pechino, Shangai, ha un tenore di vita elevato, ma l’entroterra montuoso vive nella miseria, per questo le persone sono spinte verso l’Italia pur sapendo di dover vivere in povertà dalla quale però, nel tempo in genere si riscattano, perché ogni euro guadagnato è preservato, gli italiani spendono e loro accumulano e prima o poi acquistano attività economiche commerciali o artigianali. Oggi in Italia vengono distribuiti 5 quotidiani in lingua cinese che possono contare su una diffusione sempre maggiore. Uno di questi, l’Europe Express, l’ho fondato in collaborazione con gli esponenti di altre comunità sparse in Italia; questi giornali si occupano per lo più di cronaca sia italiana che cinese e di cultura. Gli argomenti di natura politica, invece, non sono mai trattati perché in questo campo vige una censura.

- Lei accompagna un gruppo artistico di Taiwan, com’è il raffronto di questa isola con la Cina.

Taiwan ha conosciuto una notevole crescita economica, favorita da massicci investimenti statunitensi, conseguendo un rapido sviluppo industriale accompagnato dalla valorizzazione e dall’ammodernamento delle attività primarie. L’attuale Presidente di Taiwan è Chen Sui Bian, del Partito Progressista Democratico che attua un sistema di governo di libertà economica e politica. La vicinanza e l’influenza di Taiwan contribuirà nel tempo al progresso democratico della Cina, ma sarà un processo non breve.

- Ci parli degli artisti presenti a Ferriere e che saranno a Piacenza nello spettacolo di mercoledì 29 agosto in piazza Cavalli.

Si tratta di artisti di assoluta bravura. Le loro insegnanti Wang Su-Mei per la danza e Lin Wan-Qian (musica) stanno definendo il programma sulla base dei tempi assegnati al loro gruppo, di certo ci saranno balli al ritmo delle arti marziali e della melodia, una unione che esprime energia con il corpo in perfetta armonia tra visibile ed invisibile esprimendo l’anima della musica e la spiritualità. Inoltre raffigurazioni dalle tradizioni antiche con le quali i cinesi esprimono le loro gioie e felicità con la danza del leone e del dragone, simboli augurali di vita prosperosa e naturalmente con la loro bandiera nazionale alla quale tengono moltissimo.

- Una domanda per Wang Su-Mei e Lin Wan-Qian (entrambe laureate in università occidentali), valeva la pena di fare tanta strada per raggiungere un piccolo paese di montagna?

No piccolo! Per noi abituate al cemento e respirare aria condizionata, Ferriere comincia da Ponte dell’Olio e continua su su fin qui, un posto accogliente e dove tutti sono molto gentili, viviamo come in un paradiso terrestre.




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