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A tutti i gruppi partecipanti all’edizione 2008 del
Festival Internazionale dei Giovani e a quelli che
vi parteciperanno
Cari Amici presenti e futuri,
vi scrivo per ringraziarVi della fiducia che, ormai da tanti anni, ci riconoscete e non solo partecipando al nostro Festival, ma anche onorandolo con le Vostre prestazioni artistiche e con il Vostro civile comportamento.
La motivazione che sorregge tutto il mio impegno nell’organizzare il Festival risiede nel convincimento di agire in coerenza con la missione che ci siamo dati: favorire l’incontro fra i giovani e lo scambio fra le culture del mondo con l’intento di migliorare la comprensione e il rispetto reciproco in un clima di divertimento e di amicizia e con il fine ultimo di costruire un modello di aggregazione giovanile positivo, veramente utile alla crescita dei giovani e alternativo a tutte quelle forme trasgressive o comunque negative che oggi raccolgono l’attenzione e spesso l’adesione dei giovani.
Questi anni di collaborazione con Voi mi hanno convinto sul valore della nostra impresa e dunque desidero porre alla vostra attenzione i tre aspetti fondamentali del nostro programma che sono di Vostro gradimento e da me condivisi:
1) il programma sportivo
2) il programma artistico e di scambio
3) il programma escursionistico (visita alle nostre località più rinomate)
Tale cocktail è veramente prezioso soprattutto se a ciò aggiungiamo i momenti di vita comunitaria, le escursioni, il National Day, le animazioni serali, in cui c’è la possibilità di conoscersi e di scambiare il nostro meglio, cosa non da poco in questi momenti di sbando dove sembra che tutto ci sfugga di mano.
Nonostante tutte le cose positive che riscontro nella nostra esperienza capita, a volte, di vivere alcune incomprensioni a mio avviso dettate da:
1) dalle nostre diverse aspettative
2) dai nostri diversi punti di vista per ciò che si riferisce all’organizzazione delle attività
3) a volte, dalla mancanza di esperienza di vita comunitaria
4) dalle nostre differenti culture
Ciò nonostante, al termine di ogni estate, come quella appena finita, ed in occasione del bilancio e non solo economico ho modo di affermare che si tratta di un altro miracolo che ci è stato donato e questo partendo da una valutazione che ritengo da sempre primaria e che si riconduce alla sicurezza fisica e morale a cui ritengo debbano rivolgersi tutte le nostre energie primarie.
Chi oggi vive con i giovani soprattutto nelle nostre realtà occidentali, sa cosa sta accadendo attorno a loro e sa anche quanta gente guadagna sulle loro deviazioni, quanta gente chiude gli occhi per non vedere e quanta poca gente si impegna e lotta per offrire loro valide opportunità di crescita che devono essere anche a loro gradite e condivise.
Io, noi, pensiamo che questo sia il caso del nostro Festival, ma ciò lo si può fare e continuare a fare se tutti ci crediamo e se tutti ci adoperiamo in tal senso.
Ciò è ancora più importante per i paesi dell’Est, quei paesi che hanno vissuto fino a poco tempo fa, situazioni di chiusura e che da poco tempo si affacciano all’occidente, per ora, più ricco e che manda a loro tanti luccichii, tante mode fasulle ma molto attraenti agli occhi di giovani molto spesso sprovveduti.
Noi sappiamo per lunga esperienza ciò che succede e ciò che potrà succedere e dunque agiamo per anticipare e per contrastare queste dannose tentazioni e far sì che i giovani dell’Est più che acquisire le nostre stupide mode esprimano il loro meglio per farlo conoscere a noi
A queste mie considerazioni desidero aggiungere uno spunto di riflessione che serva per migliorarci tutti al fine di poter offrire a tutti i giovani del mondo un’esperienza coerente con la nostra missione ed il nostro progetto “Vivas: vivere i valori con l’arte e lo sport”.
Come sostegno alla stessa missione ci sono alcune affermazioni che condividiamo fra cui quella di Jacques Delors ex presidente della Comunità Economica Europea che affermava: l’educazione non compirebbe la sua missione se non formasse cittadini radicati nella loro cultura e non di meno aperti a quelle degli altri per il progresso della società.
Inoltre l’affermazione di Mahtma Gandi che a proposito dell’educazione affermava che la stessa consiste nel tirar fuori il meglio che c’è in ogni persona per condividerlo con quello degli altri.
Ed infine il pensiero di Edgar Morin, uno fra i più illuminati sociologi del nostro tempo che afferma, nel suo libro, “i sette saperi necessari per l’educazione al futuro”, che la comprensione è una fra le più importanti.
Comprensione vuol significare sforzarsi di capire le ragioni per cui gli altri la pensano e si comportano diversamente da noi.
Se il nostro Festival, il nostro incontro in Italia fra i giovani di tutto il mondo non perseguisse questi intenti vorrebbe significare per me perdere la motivazione che sostiene tutto il mio impegno.
A tale proposito e per entrare nel concreto Vi confermo che le regole presenti nel nostro Festival sono dettate da ragioni precise e da un’esperienza che ho vissuto prima come studente e poi come atleta sino al termine dei miei studi romani ( ho vissuto molta parte della mia vita in comunità).
Oltre a questi aspetti fondamentali rivolti all’educazione morale e fisica ci sono per noi altri aspetti fondamentali che si rivolgono agli aspetti economici che per la nostra impresa risultano fondamentali al fine della sopravvivenza.
Come Voi sapete ciò che ci date in diversa misura non riesce a coprire i nostri costi di gestione ed è anche questo il motivo che mi ha spinto più volte e che mi spinge oggi a porre alla Vostra attenzione una richiesta di reciproco aiuto che ci potete dare per collaborare in tal senso.
Molto spesso questi inviti sono disattesi e sottovalutati da alcuni gruppi ma per ciò che ci riguarda risultano essere fondamentali sotto numerosi punti di vista.
Mi riferisco alle storiche incomprensioni che si riferiscono al consumo dell’elettricità e all’acqua fredda e calda e del cibo, governati da regole precise e da rispettare che sono scritte e comunicate ormai da anni e a caratteri cubitali.
Come infatti sapete l’energiae il cibo in Italia hanno costi altissimi e inoltre la nostra acqua, preziosa per noi tutti, è tutta potabile e necessaria a tutto il territorio in cui viviamo.
A tale proposito e a seguito della premessa cercherò di motivarVi alcuni aspetti organizzativi e alcune regole che disciplinano tale uso e che si riferiscono anche all’igiene e al riposo.
Tali regole, tali discipline sono oggi all’attenzione del mondo intero ad iniziare dai più piccoli (anche se a mio avviso sono gli adulti quelli più trasgressivi) ed in molte scuole del mondo, ad iniziare dalle Scuole Elementari, nelle quali vengono attuate strategie volte ad invitare i giovani a farsi promotori di campagne di sensibilizzazione al risparmio come, per esempio, nelle Scuole Inglesi dove i giovani, sotto al motto “we are what we do” dettano piccole azioni per salvare il pianeta.
Anche noi, da anni e da tempi non sospetti, facciamo la nostra parte e non solo dettando una lista di compiti utili per vivere al meglio il nostro incontro ma sensibilizzando tutti sul bisogno di risparmio a cui oggi ci dobbiamo impegnare tutti per lasciare ai nostri giovani un futuro migliore e dunque per ciò che si riferisce alla nostra esperienza l’attenzione e il rispetto al cibo, all’acqua, all’energia, all’igiene, all’ambiente e al prossimo in generale; tali riflessioni pongo alla vostra attenzione:
a) in Italia l’energia ha altissimi costi e tutta la nostra acqua è potabile
b) le docce funzionano tre volte al giorno con acqua calda: 7,30-9,30 13,00-14,30 16,30-21,30
c) le richieste di fornire elettricità ai 200 telefonini, caffettiere, teiere, impianti stereo, fornelli elettrici, phon, computer e quant’altro consumi energia sono per noi secondarie e non solo per motivi economici già detti ma soprattutto perché l’energia a disposizione serve per gli usi primari della nostra vita collettiva ed inoltre non eleva certamente la qualità dell’esperienza che per sua natura trascura il superfluo, il lusso, per ricondursi ad una vita fondata sui valori primari (ciò di cui oggi hanno veramente bisogno i nostri giovani per affrontare ben attrezzati il loro futuro).
d) per ciò che si riferisce all’igiene, è vietato portare in camera cibo oleoso, dolce, salato e bevande in grande quantità, che oltre a sporcare e creare disagio porta in camera mosche, formiche e tanti altri insetti
e) le valige, tenute sotto i letti, come scarpe e indumenti sparsi ovunque non consentono alle nostre signore del servizio pulizia a pulire/disinfettare gli ambienti
f) il cibo che i giovani mangiano (extra pasto) rientrano nella famosa lista dei “janck food” cioè cibo spazzatura che è, inoltre contro i principi alimentari della nostra Dieta Mediterranea ed il cui risultato è quello di vedere tanto cibo buttato nella spazzatura (cibo di prima qualità, ottimo come gusto e sempre preparato con cura e al momento dalle nostre cuoche)
g) per ciò che si riferisce al riposo e al mancato rispetto dello stesso, è bene chiarire che tale rispetto, alcune volte, viene meno in primis dagli stessi insegnanti e giovani che ci costringono a limitare il nostro sonno e quello di tutto il nostro personale tenendoci svegli con rumori di ogni genere a volte sino alle 3 di notte. E’ chiaro che se riposassero ciò sarebbe utile non solo per loro, ma soprattutto per noi che lavoriamo tutto il giorno per loro, per rendergli la loro esperienza la più utile possibile
h) a proposito dell’acqua calda che viene richiesta a seguito del ritorno dagli spettacoli serali devo confermarVi che ho sempre ritenuto tale richiesta non solo superflua, ma molto dannosa, perché costringe tutte le persone nel corso della notte fonda a svegliarsi causa i rumori che vengono a seguito delle docce, dei phon, delle porte che sbattono e del vociare.
i) si può capire perfettamente, a tale proposito, che la vita di comunità si basa su una scala di valori di diversa importanza fra cui, per esempio, il dover scegliere fra far fare la doccia alla notte o al mattino presto alla sveglia, o aver il nostro personale riposato ed in grado di preparare il cibo e tenere in ordine le camerate, io penso che il fondamentale sia il secondo.
Vi voglio anche invitare a riflettere che la nostra esperienza dura 5 mesi, fatti di arrivi notturni, partenze di prima mattina e questo non solo per partecipare al programma degli spettacoli, ma soprattutto per quelle escursioni che voi giustamente mi chiedete e che io condivido pienamente.
Come anche per i vostri arrivi, dalle varie parti del mondo, e per le vostre partenze (in orari notturni) per ritornare alle vostre case, queste disturbano la nostra quotidianità e limitano ulteriormente il nostro riposo.
A tale proposito è necessario arrivare e partire in serata o in mattinata e non solo per limitare il disturbo che altrimenti causereste a noi e a tutti i nostri vicini di casa, ma anche per poterVi salutare con quel rispetto e quell’amicizia che vi è dovuta.
Tutto ciò è da me percepito come una vera mancanza di esperienza (non solo di rispetto) di regole di vita comunitaria, un limite che spesso porta a non considerare che i bisogni della comunità vengono prima di quelli personali.
Non bisogna inoltre dimenticare che la nostra non è una esperienza alberghiera bensì comunitaria, cosa che spesso non viene capita (alcune volte per comodità ed egoismo).
Per ciò che riguarda l’aspetto economico, desidero comunicarvi che i 150,00€ che voi mi riconoscete per le due settimane di soggiorno sono insufficienti per coprire le spese vive che affrontiamo nei nostri dodici mesi di lavoro continui (in tre persone) e dunque risulta necessario riconoscere almeno 200,00€ quale contributo di partecipazione. La cifra che voi versate viene compensata dall’esborso dei giovani italiani che pagano 580,00€ per avere un servizio inferiore al vostro (non necessitano di visti e non fanno spettacoli).
Sarei molto lieto se queste riflessioni, che pongo alla vostra attenzione, suscitassero in voi altrettante riflessioni e suggerimenti da porre all’attenzione di tutti.
Con amicizia.
Carlo Devoti |